24 Lug Moda

Diamogli corda!

Ne hanno percorsa proprio tanta di strada, a cavallo di ben tre secoli, le mitiche espadrillas: partite nel 1850 da Mouleon, ai piedi dei Pirenei, insieme ad un consistente gruppo di emigranti, approdano in Argentina nel 1868, per poi spingersi nel 1891 in Brasile e in Venezuela. 

L’idea vincente stava nel fatto che si trattava di scarpe semplici, molto leggere e di buona aderenza al suolo, composte da una tela di cotone cucita a mano su una suola di sparto, ovvero la corda di canapa (in spagnolo espardenya, da qui il termine francese espadrilles o spagnolo espadrillas). Poiché la tela di cotone permette la ventilazione del piede e la fibra di iuta assorbe il sudore, queste scarpe, biologiche al 100%, erano indossate per lo più dai lavoratori e in Argentina, durante la presidenza di Juan Domingo Peròn, diventano addirittura il simbolo politico della lotta operaia.

Nel 1950, quando Yves St. Laurent inizia la sua collaborazione con l’azienda catalana Castañer, le espadrillas approdano in un mondo fino a quel momento completamente inesplorato, quello della gran moda. Negli anni '60 poi, si consacrano definitivamente e si impongono negli armadi di personaggi come Grace Kelly, Brigitte Bardot, Jackie Kennedy.

Dopo un periodo altalenante, per l’estate 2012 le espadrillas ritornano ad essere le vere protagoniste e gli stilisti che si sono sbizzarriti nel ridisegnare queste storiche calzature aggiungendovi decorazioni e nuovi materiali, anche se la suola in corda intrecciata resta sempre il tratto distintivo.

Nei negozi possiamo quindi trovare espadrillas per tutti i gusti e per ogni esigenza: classiche e rasoterra per il giorno, con la zeppa e tanti nastri alla caviglia, oppure in versione ballerina, per le occasioni più eleganti. Eccovi una selezione di alcuni modelli.

Castañer, con zeppa vertiginosa.

Valentino, in versione couture

 Chanel, in denim e logo in evidenza

Replay footwear, a righe