Il Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan, una cascata di arte contemporanea e di cultura Armena

Gli abitanti di Yerevan, la capitale dell'Armenia, lo chiamano “Complesso della Cascata”, ma il suo vero nome e' “Centro per le Arti Cafesjian” dal nome del suo principale benefattore Mr. Cafesjian.

Il Complesso della Cascata e', come dice il suo nome formale, un centro per le arti, che oltre ad esporre le opere della collezione del filantropo Gerard L. Cafesjian (1915 - 2013) si offre come spazio per eventi e mostre, oltre ad essere un cittadino dell'Armenia non diverso dagli altri e che come gli altri ha vissuto sulle sue spalle la storia della sua patria.

Forse in pochi abbiamo una vaga idea della storia travagliata della nazione Armena, fatta di genocidi, calamità naturali, guerre e occupazioni; storia dalla quale il popolo Armeno ha iniziato a rialzarsi a partire dalla indipendenza dall'Unione Sovietica, ottenuta nel 1991. Oggi Yerevan e' una capitale vivace che si sta lentamente aprendo al pubblico con una discreta politica turistica e culturale: il calendario degli eventi culturali e' fitto e prestigioso, i giardini, i viali alberati, le larghe piazze adorne di fontane, i bar e i ristoranti all'aperto sono popolati in ogni stagione, stagioni che vanno dal freddo polare dell'inverno al caldo umido soffocante dell'estate.

La città e' poi anche un ottimo campo base per per le visite ai complessi religiosi paleocristiani e le rovine Greco-Romane, nonché per le escursioni sulle montagne e i laghi ad alta quota poco distanti.

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

Il Complesso della Cascata era stato concepito negli anni venti del novecento dall'architetto Alexander Tamanyan ed era incluso nel progetto di ridefinizione dell'identità della città, identità che il genocidio perpetrato dall'impero Turco Ottomano sul popolo Armeno, culminato nel 1915, aveva tentato di cancellare per sempre.

Il progetto aveva portato alla distruzione di costruzioni storiche allo scopo di cancellare la memoria dei soprusi subiti a favore di strutture nuove con una propria nuova identità culturale. L'idea era anche di connettere la parte nord, residenziale e storica, con la parte centrale e culturale della città tramite una vasta area verde di cascate e giardini, ma il progetto e' poi rimasto dimenticato nel periodo di annessione all'Unione Sovietica, fino agli anni settanta. E' allora che l'architetto Jim Torosyan ha ripreso in mano il progetto con la struttura originale ma aggiungendovi scalinate, sistemi di scale mobili interne, sale per mostre ed eventi e giardini esterni che avrebbero dovuto essere popolati di sculture che ricordavano la storia e la cultura Armena.

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

I sovietici appoggiarono il progetto, che purtroppo dovette essere di nuovo abbandonato nel 1988 quando un terremoto decise di abbattersi sul territorio Armeno e di nuovo sconvolgerne la vita e l'identità, generando enormi disastri ambientali ed umani. Il progetto e' rimasto in stallo fino a dopo la dipartita dei Sovietici per fronteggiare un necessario periodo di austerità, fino a quando Gerard L. Cafesjian, nato a New York da genitori emigrati in America ad inizio secolo per sottrarsi alla morsa del genocidio, decise di onorare le proprie origini e votare le proprie forze all'aiuto alla nazione Armena. Mr. Cafesjian istituisce quindi la Cafesjan Family Foundation tramite la quale avvia numerosi progetti a beneficio della sua nazione, tra i quali anche progetti per le energie rinnovabili e per la bonifica di campi minati.

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

Tra le attività che la Fondazione aveva supportato era anche il completamento del Complesso della Cascata che oggi prende il nome dal suo benefattore. Il complesso ha uno stile eclettico tutto suo che non e' facile ricondurre a qualcosa di conosciuto, in cui la drammaticità dei 572 scalini che si innalzano per 300 metri incontra la grazia delle forme geometriche rotonde dei padiglioni da cui sgorga l'acqua e la formalità dei giardini, strutturati in modo da offrire lo spazio espositivo ideale per le sculture della impressionante collezione di Cafesjian stesso.

Opere di Fernando Botero, Lynn Chadwick, Jaume Plensa, Barry Flanagan sono posizionate nei giardini e sulla scalinata in modo strategico, per creare il maggior impatto visivo e stimolare la sorpresa ed il divertimento del passante.

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

Quasi non ci si rende conto che e' possibile salire sulla cima della scalinata tramite le scale mobili interne, ci si chiede se valga la pena perdersi lo spettacolo della scalinata per risparmiarsi la fatica, e' una decisione dura, in quanto l'esposizione continua all'interno, dove altre opere d'arte sono collocate a fianco della scala mobile. Una volta in cima ci si trova di fronte al pezzo più caro a Cafesjian stesso, la nazione Armena: lo sguardo sorvola tutta la citta' e la campagna fino al monte Ararat, l'antico monte degli Dei Armeni, prima che sede ultima dell'Arca di Noe.

Centro per le Arti Cafesjian di Yerevan Armenia Trendalert

Le altre opere della collezione di Cafesjian, tra cui una delle collezioni di opere in vetro più estese e complete al mondo, sono esposte nelle gallerie interne, che sono aperte al pubblico. Il complesso inoltre ospita spesso concerti e eventi formativi per bambini ed adulti.

Non c'è dubbio che, come dichiarato sul sito ufficiale (www.cmf.am), “Il Centro per le Arti Cafesjian e' dedito a portare in Armenia il meglio dell'arte contemporanea ed a presentare il meglio della cultura Armena al mondo intero”.

 

(di Simona Duranti || Foto Marco Zanferrari)