Luoghi: il Museum of Islamic Art ed il MIA park a Doha, Qatar

In mezzo al mare del Golfo Persico, sul lungomare di Doha, tra le vecchie barche dei pescatori e il pesce depositato sul porto alle sette di sera, galleggia il MIA (Museum of Islamic Art) e il MIA park: un'isola di architettura, design, arte, identità culturale, alta cucina, musica e relax.

Visto da fuori, il MIA appare come un insieme di cubi sovrapposti che ricordano la sagoma di una donna con il vestito tradizionale nero della Penisola Araba, la abaja, corredata di jalabia, il velo che le copre la testa e il viso.

Rimangono scoperti i soli occhi, le due lunette del cubo cimale, che osservano lo skyline iconico della città da una parte e il trambusto del Souq, il mercato tradizionale, dall’altra. I.M. Pei, l’ architetto della piramide di vetro del Louvre, per la struttura esterna ed interna del museo, si è ispirato alla architettura ed alla decorazione tradizionale islamica, ma destrutturandola, estraendo dalla tradizione l’insieme delle forme geometriche e ricostruendole a suo piacimento.

Il visitatore che arriva sulla Corniche dalle dune di sabbia, dall’infinita pianura di terra e traffico o dal mazzo dei grattaceli, viene subito catturato dal viale di palme lussureggianti e fontane che conduce alla terrazza sul golfo, per venire rigettato, come da un inesistente tapis roulant, all’interno del museo. Occorre passare i controlli di sicurezza ed ottenere una piantina del museo (il quale, almeno fino ad oggi, è completamente gratuito) per ritrovarsi nell’atrio, abbagliati dai finestroni alti quarantacinque metri che danno sulla vista del mare turchese e dello skyline dei grattaceli di West Bay.

Luoghi: il Museum of Islamic Art ed il MIA park a Doha, Qatar

|L'atrio del MIA con il candeliere. Foto: Simona Duranti|

 

Lo sguardo viene poi magneticamente dirottato, attraverso le linee della decorazione dei marmi del pavimento, sulle geometrie delle pareti per risalire la doppia scala curva, attraversare il candeliere circolare fluttuante dal soffitto e raggiungere la cupola di piramidi sfaccettate, illuminata dalla luce naturale proveniente dall’oculo centrale. Il MIA non è solo una collezione di pezzi unici dell’arte islamica, ma sta diventando giorno dopo giorno, con l’apertura di nuovi servizi, uno stile di vita.

 

Luoghi: il Museum of Islamic Art ed il MIA park a Doha, Qatar

|Il soffitto del MIA. Foto: Simona Duranti|

 

In molti passano la giornata al coffee shop progettato da Philippe Starck, adagiati sulle poltrone bianche a godere della vista, ma anche del caffè bollente, degli snack e dolci bio-nouvelle cuisine e del WIFI gratis.

Volendo poi finire la giornata con un pasto sofisticato, si può salire fino al quinto piano e cenare al ristorante IDAM, di Alain Ducasse, anch’esso progettato ed arredato da Starck, dove degustare le ricette dello chef, uno degli unici due al mondo ad avere accumulato ventuno stelle Michelin.

 

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|img: Alain Ducasse - Idam|

 

Per la cronaca, Ducasse ci tiene a che si sappia che la maggior parte degli ingredienti che usa sono a chilometri zero.

Ma il MIA lifestyle non è solo per quegli amanti delle cose raffinate con la puzza sotto il naso, in pieno stile Arabo, il MIA è anche un posto per famiglie, con gli eventi educativi per bambini, ma soprattutto con il parco di erba e palme la cui costa replica la forma della mezzaluna Islamica. Un parco che non dimentica la sua dipendenza dal museo, con la scultura 7 di Richard Serra a svettare con le sue sette lastre di metallo alte 24 metri, sulla punta della mezzaluna, in mezzo al mare.

 

Luoghi: il Museum of Islamic Art ed il MIA park a Doha, Qatar

|La scultura 7 di Richard Serra e il Museum of Islamic Art. Foto:Marco Zanferrari|

 

Il MIA park è una isola di verde in un territorio battuto da venti secchi e temperature che raggiungono i cinquantacinque gradi centigradi, anche se nessuna condizione metereologica ferma le famiglie locali e internazionali dal portare i bambini a correre sul prato (uno dei pochi in città) mentre le mamme e le zie se ne stanno sedute sui tappeti a mangiare e poltrire. Tipicamente tardi il giovedì o venerdì sera.

Con la sua struttura organizzata in ampi prati ovoidali, costeggiati da viali in cemento, il parco si presta anche a manifestazioni di ogni tipo, dai regolari concerti Jazz al mercato delle pulci il primo sabato del mese, oltre a festival internazionali. Il MIA e il suo parco sono la dimostrazione che tutti quegli espatriati che si lagnano perché “a Doha non c’è mai niente da fare”  farebbero meglio ad alzarsi dal divano ed andare a farsi una passeggiata tra le palme.

 

(di Simona Duranti)

per ulteriori informazioni consultate il sito del MIA -