Un'estate da Pin Up

Era il lontano 1946 quando uno sconosciuto sarto francese, Louis Réard, presentò un costume da bagno a due pezzi che lasciava scoperto l’ombelico delle donne. La notizia ebbe l’effetto di una bomba sulle usanze dell’epoca e proprio per questo Réard chiamò il costume “bikini”, dal nome di un atollo della Micronesia dove gli americani avevano sganciato a luglio una bomba all’idrogeno.

Tuttavia, la vera storia del due pezzi ha inizio nel Dopoguerra. È il 1947 quando una giovanissima Lucia Bosé vince il titolo di Miss Italia indossando un “castigato” bikini che copriva accuratamente l’ombelico, che fece comunque gridare allo scandalo. Successivamente, nel 1950, fu proprio grazie a un due pezzi di raso che Sophia Loren sbaragliò la concorrenza vincendo il titolo di Miss Eleganza.

Sono gli anni in cui l'ideale di bellezza è rappresentato dalla donna “curvy” e i miti sono le pin-up e le star di Hollywood. I nuovi costumi, in raso o in fibre sintetiche, esaltano e valorizzano le loro burrose silhouette.  

Nel 1953 la meravigliosa Brigitte Bardot a Cannes trasforma il bikini in trend, indossando un due pezzi formato da un reggiseno e da uno slip succinto. 

Nello stesso anno anche Marilyn Monroe sfoggia un bikini, ma è molto più casto e non svela l'ombelico.

Estate 2013, il bikini torna ad essere un trend che celebra e rivisita proprio lo stile anni ‘50: reggiseni a fascia, colori vivaci, forme comode che valorizzano la silhouette, stampe colorate, righe multicolor e inserti bon ton. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

**photo credits: calzedonia, banana moon, oysho, golden lady

***in copertina: il mosaico delle fanciulle in bikini nella Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (Enna)