Mettiamoci in riga

Una storia particolare, quella delle righe.

Se nel Medioevo i tessuti a righe erano considerate elementi “diabolici” - al punto che gli abiti rigati erano imposti a tutti coloro che venivano classificati come devianti per marchiarli ed escluderli dal contesto sociale – bisognerà aspettare il Cinquecento perché la rigatura perda un po’ della sua aura demoniaca e diventi, almeno fino a metà del ‘900, il tessuto per gli abiti della servitù (come, ad esempio, il gilet del valletto).

Solo a cavallo tra gli anni ’30 e ’40, le righe si impongono anche nel mondo del cinema e della moda: Greta Garbo nel film “The Single Standard” del ‘29 indossa una vestaglia e un pigiama a righe bianche verticali; Salvatore Ferragamo nel 1938 crea dei sandali con la platform di camoscio a righe in rilievo e qualche anno dopo Claire McCardell lancia una collezione con righe multicolori verticali.

Negli anni ’50 la moda impone ampie gonne a ruota, rigate in ogni senso – verticale, orizzontale, di traverso - come quella indossata da Lorella De Luca nel film del '57 "Poveri ma belli". 

In Italia nel 1968 un abito di maglia, dai lembi ampi e lasciati sciolti, tutto lavorato a righe baiadera giallo, viola, rosa, turchese, verde forte e sempre tagliate da una riga nera verrà fotografato da tutti i giornali del mondo: è la nascita  dello stile unico di Missoni.

Con il movimento hippy degli anni ’70 le righe tornano prepotentemente nei pantaloni, nei poncho, nelle lunghe gonne. Nel 1971, a Parigi, le righe sfilano ufficialmente anche in passerella per toccare le vette dell'Alta Moda negli anni '80 e '90 con Christian Lacroix e Jean Paul Gaultier.

Primavera 2013: orizzontali, verticali, maxi o mini, arrotondate, diagonali, optical e in colori squillanti alternati al bianco, le righe conquistano di nuovo le passerelle e tornano prepotentemente di tendenza. Per un total look o per singoli pezzi da mixare con abilità a tinte unite o ad altre fantasie (attenzione, però, perché le righe possono trasformarsi da preziose alleate di bellezza a nemiche giurate!) per mise eleganti, per gli outfit da giorno, per quelli più informali e, perché no, anche per dare uno stile unico alla propria casa con un pizzico di anticonformismo, di audacia e di creatività.