25 Ott Persone, Design

Imperfetto interessante: Gaetano Pesce

Con l’intenzione di cambiare casa ho iniziato, oramai da qualche mese, quel lavoro a tempo pieno che è la ricerca di un appartamento.

Riviste, pubblicazioni, annunci, decine di appuntamenti e tanto tempo perduto perché tra una cosa e l’altra ora per un motivo ora per un altro niente ancora fa al caso mio.

Avendo un’idea abbastanza precisa della zona che mi interessa un paio di settimane fa trovo due annunci: stessa zona, stessa via, stessa tipologia, anche stesso piano ma con un costo decisamente diverso.

Convinta si trattasse di un fatto relativo alla ristrutturazione chiamo e chiedo lumi. L’agente mi dice  ‘lo stabile è di Pesce’.

Ah! Conoscendo l’indirizzo salto in auto e vado a vedere: particolare, diverso, curioso: da fuori.

E Gaetano Pesce. Di lui conoscevo la produzione fatta per Cassina, le sedute in particolare. Troppo poco!

 

Gaetano Pesce

 

Gaetano Pesce  è nato nel '39 a La Spezia e da molti anni vive a New York. E' architetto, artista, designer, docente.

Tra i designer italiani è forse quello che più di altri ha sfidato i limiti della produzione industriale cercando di comunicare sentimenti di scoperta, sorpresa, ottimismo e originalità.

Aveva appena venticinque anni quando iniziò il suo percorso 'non-standard'.

«Ho in mente questo concetto dagli anni '70, da quando ho capito che il motto libertè, egalitè, fraternitè non era più giusto. La serializzazione era stata importante per produrre di più e vivere meglio, ma l'omologazione iniziava a diventare deprimente. Andare contro lo standard è una provocazione, ma è anche il futuro della produzione di massa».

L'incontro con il produttore di mobili Cassina lo indusse ad una riflessione sul concetto di artista chiuso nel suo studio. Cassina gli chiese di lavorare sul design e lui ci si dedicò girando l'europa alla ricerca del 'nuovo' e del 'futuro' : «Tutti posti dove avvertivo cos'è il nuovo perché a me interessa solo il futuro».

La sua architettura, dove nulla è escluso è fatta di cose da toccare, da annusare, da ascoltare, parte da un progetto che diventa processo: «il mio sogno è che l'operaio che lavora il mio prodotto possa modificarlo e che il cliente a sua volta completarlo a piacere». 

Disegna, per Melissa, una scarpa fatta interamente di bolle di plastica che si combinano in sette modi: si può tagliare e su ogni piede diventa differente. «Siamo immersi nell'epoca del diverso, in cui il vero valore sarà mostrarsi attraverso il contrario dell'uniformità», afferma Pesce.

Per Meritalia, invece, ha disegnato una serie di sedute e divani dai nomi curiosi: 'La fiorita', omaggio alla primavera con la quale continua il lavoro iniziato con 'Montanara' che invece celebra l'inverno; 'La Michetta', un sistema di elementi che consentono giochi di forma e di colore; 'Il Giullare', un divano con l'importante compito di sdrammatizzare ed ironizzare sul vivere moderno.

Ma la sua serie più nota è quella delle sedie UP, disegnata nel 1969 e subito riconosciuta come una delle più forti espressioni del design italiano. La più nota è la Up5 una seduta che rievoca le forme femminili e legata ad un pouf a forma di sfera che simboleggia le catene che che spesso legano le donne  «Mi sembra che la donna vada sempre celebrata. Ci sono posti del mondo in cui se si ammala il figlio maschio si chiama subito il medico, mentre se è femmina la si lascia là».

Per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia ha creato un grande tavolo che si chiama 'Sessantuna', un'opera composta da sessantuno tavoli basati sulla forma delle regioni italiane e che uniti insieme formano la figura dello stivale.

A me, che non sono un'addetta ai lavori, Pesce piace un po' d'istinto perchè mi trasmette calore e buon umore. Mi piacciono le materie che propone ed i colori, mi piace perchè sfida la superficialità degli oggetti e la tradizione così che anche le imperfezioni diventano variazioni.   L'imperfetto è, per Pesce, un valore aggiunto:  «Ho sempre perseguito il malfatto, anche perché gli artigiani che sono chiamati a realizzare i miei divani, i miei muri, i miei mobili non sono necessariamente persone istruite e non hanno il dovere di saper fare tutto bene. L'imperfetto è sempre interessante».

Altrochè.

 

Organic Building di Osaka – 1993 Gaetano Pesce

 [Organic Building di Osaka – 1993]

 armadio mantegna Gaetano Pesce

[armadio  Mantegna - omaggio all'artista]

armadio Horse Gaetano Pesce

 [armadio Horse - ricerca prospettica e studio sulla natura]

armadio Puglia gaetano Pesce

 [armadio Puglia - "Una cartolina ricordo di questa regione che ho visitato spesso e che amo. Gli elementi figurativi che costituiscono questo lavoro sono la P di Puglia e l'albero d'ulivo caratteristico di quei paesaggi"]

Gaetano Pesce

 up - Gaetano Pesce

Melissa Gaetano Pesce

 Gaetano Pesce

la fiorita Gaetano Pesce

la fiorita Gaetano Pesce

[divano la fiorita]

divano la montanara Gaetano Pesce

[divano la montanara]

Michetta Gaetano Pesce

[serie la michetta]

il giullare Gaetano Pesce

il giullare Gaetano Pesce

[serie il giullare]

amici Gaetano Pesce

amici Gaetano Pesce

[serie amici]